«Ti chiamerò domani.» mi disse. Poi, adagio, si avvicinò e accostò le sue labbra alla mia fronte per un leggero bacio. «Buonanotte, Greta.»
«Buonanotte, David.»
Vidi la porta chiudersi e cautamente mi sedetti sulla poltrona lasciando che i singhiozzi, nel loro discreto silenzio, s’impossessassero del mio corpo.
Fui risucchiata nell’ universo estatico della mia infanzia, quando di sera mia nonna, prima di uscire dalla stanza, si piegava su di me per lasciarmi un bacio sulla fronte. Mia mamma diceva che era come dare un bacio all’anima. 
«Che significa, mamma?» le chiedevo nella mia innocenza di bimba.
«Vuol dire che la nonna ti vuole molto bene e quando una persona vuole bene a un’altra desidera proteggerla e non vuole che nessuno le faccia mai del male.»
David aveva avuto la prodezza di inoltrarsi nella mia anima con quel suo gesto.

Era una notte di luna piena e udivo forte il canto dei grilli. Una folata di vento scosse i rami degli alberi che parevano tintinnare tra loro come piccoli sonagli. Rimasi in ascolto del brusio della natura.
Mi rannicchiai nel letto fissando il vuoto. La raffigurazione di quei due uomini, che come fulmini a ciel sereno erano esplosi nella mia vita, si avvicendava nella semioscurità come in un ballo tribale, finché non caddi in un sonno profondo."
(da Nel sorriso dell'aurora)

"Mi sembrava di vivere in un tempo sospeso e solo le sfumature della luce, che si faceva via via più calda, indicavano il passaggio delle ore. Seduta accanto a David rimasi incantata a guardare la magica trasformazione del paesaggio al tramonto. Il verde brillante degli alberi divenne a poco a poco più scuro, mentre i fiori selvatici sparsi tra l’erba reclinavano dolcemente le loro corolle per salutare con un lieve inchino gli ultimi raggi del sole. La superficie del lago si scaldò dei colori del cielo, amplificando, con un gioco di riflessi, l’incendio dell’orizzonte.
Il sole, infatti, si era progressivamente abbassato fino a sfiorare il profilo delle colline in lontananza e ora bruciava davanti ai nostri occhi come un magnetico disco di fuoco. Incatenata da tanta meraviglia, rimasi in silenzio a guardare gli ultimi istanti del giorno. A mano a mano che il sole scendeva, nascondendosi dietro l’orizzonte, i suoi raggi si alzavano nel cielo, come lingue dorate di un fuoco che si spegne. Un grappolo di morbide nuvole, adagiate sopra le colline, spezzò i dardi del sole, rifrangendoli nel cielo come lame di luce."
Da "Nel sorriso dell'aurora"
"Ricordo quel primo giorno di scuola quando io e Shaila ci trovammo sedute l’una accanto all’altra e bastò uno sguardo, un sorriso, per ritrovarci immerse a raccontarci delle nostre vite. Scoprimmo con sorpresa che frequentavamo la stessa scuola di danza, ma in orari diversi e per questo non ci eravamo mai incrociate, così come scoppiammo in una risata quando apprendemmo che avevamo anche la medesima passione per la scrittura. 
Fu inevitabile il legame che nacque tra noi. Ci ritrovammo, a mano a mano, a vederci ogni giorno per studiare insieme e, lentamente, diventammo inseparabili. Scegliemmo alla fine anche lo stesso orario per la scuola di danza classica per frequentarla insieme e spesso ci divertivamo a creare dei racconti dove i nostri pensieri si allineavano così spontaneamente da far nascere delle belle storie a quattro mani che racchiudevamo in quadernoni con la copertina rigida di Holly Hobbie. 
Non avevo mai avuto una migliore amica fino a quel momento e Shaila mi insegnò il valore unico di questo sentimento. Tra di noi, non era mai sussistita nessuna differenza di etnia. Ci trovammo a vivere una di quelle amicizie sincere e profonde da unirci, nel tempo, come sorelle.
Le nostre vite si erano ridipinte di azzurro, proprio grazie all’autenticità di quel bene sincero che provavamo l’una per l’altra. Quel bene che riuscì a trionfare sul male che ci aggredì, all’improvviso, un giorno di qualche anno prima."
( Da "L'azzurro dell'amicizia)
"Poi, aprii il mio quaderno e le scrissi di ciò che provavo, di quello che lei era per me, di come sarebbe stata la nostra vita, di quel mare che lei di certo avrebbe amato come me e suo padre, dei castelli di sabbia che avremmo costruito, di quando le avrei insegnato a nuotare e ad andare in bicicletta, delle favole che le avrei raccontato e anche di quell’abat jour a forma di giostra che le volevo comprare e che al buio, si sarebbe illuminata decorando le pareti di una moltitudine di colori, creando uno spettacolo di luci che avrebbe accompagnato magicamente i suoi sogni di bambina"
Da "In un mare di emozioni "

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